TAI formazione per docenti
Si propone un percorso teatrale rivolto ai docenti come strumento per approfondire e acquisire maggiori competenze, spendibili nel percorso professionale sia individuale che di equipe, con particolare riferimento all’utilizzo della voce, alla prossemica, alla lettura espressiva.
Attraverso la metodologia del Teatro Armonico Integrato utilizziamo lo strumento teatrale ed attorale, in sinergia con altre discipline, per lavorare in diversi ambiti del tessuto sociale, educativo e culturale, con un’ampia offerta di attività e progetti volti alla crescita, alla consapevolezza e alla cura dell’essere umano e della comunità tutta.
Partendo dal presupposto che l’esperienza teatrale è già di per sé qualcosa di unico e irripetibile, proponiamo, attraverso pratiche integrate, un lavoro sul gruppo e sul singolo dove, attraverso la costruzione della fiducia, ciascuno trova e restituisce agli altri nuovi aspetti di sé.
Il risultato è l’acquisizione di una maggiore consapevolezza e presenza, che si traduce in maggiore cura di Sè e degli altri, gestione migliore del tempo, effetti positivi sulla salute psicofisica. Agendo sull’autostima si migliorano anche le relazioni interpersonali e la qualità della vita, si torna a giocare, sviluppando la capacità di utilizzare la propria creatività in ogni ambito.
In particolare:
Il lavoro sulla respirazione favorisce il benessere, allontana lo stress, aiuta a gestire le emozioni.
Il lavoro sul movimento favorisce la consapevolezza di sé anche in rapporto con lo spazio e l’ambiente circostante, contribuendo a definire i propri confini e a rafforzare la propria autostima.
Il rapporto con lo spazio aiuta ad aumentare l’attenzione e a sviluppare i sensi.
Il lavoro sul ritmo favorisce la capacità di ascolto, sia interna che esterna.
Il lavoro di ensemble, facilitando una dimensione in assenza di giudizio, consente di instaurare sane e buone relazioni
La dimensione del gioco riporta alla luce l’istinto del bambino e favorisce la creatività.
Risultati finali: Essere più in salute e in equilibrio psicofisico, acquisendo migliore gestione del tempo e delle relazioni, anche grazie ad un’accresciuta capacità creativa, da spendere in ogni area della vita.
Nuclei specifici del corso:
La prossemica
La prossemica, ovvero l’analisi dei significati legati al modo di porsi nello spazio, in relazione agli oggetti e agli altri individui, rappresenta uno degli ambiti più interessanti ed utili della ricerca teatrale. Alcuni esercizi proposti come quelli sulle velocità del movimento e delle azioni, il lavoro a coppie con il bastone, il lavoro in gruppo sulla trasformazione dell’oggetto, permettono di mettere in luce i punti cardine della comunicazione non verbale. Conosciamo la vitale importanza della regolazione delle interazioni sociali svolto dall’uso dello spazio e delle reciproche distanze. Un lavoro progressivo sulle interazioni tra distanze e vicinanze dei corpi, collegato alle emozioni emerse e all’uso consapevole dello spazio, permette ai docenti di raggiungere diversi obiettivi:
Aprirsi a nuove consapevolezze su se stessi
Scoprire nuove possibilità di interazione
Comprendere meglio le dinamiche di comunicazione non verbale
Acquisire nuovi strumenti comunicativi per la didattica in aula.
L’uso della voce
Nonostante comunemente non vi si ponga attenzione, il fenomeno della voce è strettamente legato alla dimensione corporea: la voce è nel corpo, viene prodotta dagli organi fonatori e percepita dagli organi dell’udito. Così accade che, come ciascuno di noi ha polmoni, corde vocali, mandibola, cassa toracica differenti, anche la voce differisce per via delle caratteristiche fisiche, oltre che di quelle psichiche e culturali. A partire dalla pratica sulla respirazione naturale e passando per diversi esercizi legati alla visione olistica del corpo-voce, il modulo si prefigge di indirizzare ciascuno dei docenti alla scoperta della propria voce, delle potenzialità inespresse che essa conserva, alle strategie per poterla utilizzare sempre al meglio senza affaticarla. Un uso corretto della voce, infatti, può risultare fondamentale nell’ambiente classe, in quanto:
Si può parlare a lungo senza lesionare le corde vocali
Si possono utilizzare i risuonatori del proprio corpo per ottenere un buon volume di voce senza sforzo
Si può modulare la voce durante la lezione per accrescere l’attenzione in chi ascolta
Saper governare in maniera adeguata la propria voce aumenta l’autostima
La lettura espressiva
Partendo dalla consapevolezza che si comprende non solo attraverso processi cognitivi, ma anche attraverso processi emozionali, il laboratorio pone l’accento anche su un’attività che fonda una relazione inter-soggettiva tra lettore e ascoltatore e che mette in moto vaste aree del cervello sia nell’uno che nell’altro: la lettura espressiva. A parte le cortecce cerebrali che sono maggiormente coinvolte negli aspetti semantici, ad essere coinvolto durante una lettura è l’intero sistema sottocorticale limbico (amigdala, insula) che processa le componenti emotive del linguaggio. Quando parliamo (o leggiamo un testo scritto) una parte consistente del messaggio è di tipo emozionale e si affida alla qualità della voce e soprattutto ai parametri prosodici (intonazione, volume, ritmo, ecc.) che un testo scritto spesso suggerisce esplicitamente o lascia intuire. Questi aspetti del messaggio stabiliscono e fissano un livello di relazione inter-soggettiva nella quale possono determinarsi processi di empatia (fra personaggi in un romanzo o fra lettore e ascoltatore) che hanno a che fare col funzionamento del “sistema specchio”. Il modulo, pertanto, è incentrato sull’apprendimento di alcune semplici tecniche che possano divenire strumenti didattici utili nel processo di insegnamento che avviene tra docente e studenti:
Respiri e pause nella lettura
Esercizi di articolazione
Individuazione delle parole toniche
Modulazione della voce attraverso i risuonatori
N.B. I tre moduli sopra descritti, saranno svolti tutti in contemporanea durante gli incontri. Ciascun incontro di due ore, infatti, sarà costruito in maniera tale che tutte le tecniche affrontate nel laboratorio vengano sviluppate in maniera propedeutica

