NESSUN PASSO SENZA IMPRONTA
RACCOLTA DI PODCAST CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA
La Raccolta audio “Nessun passo senza impronta” si compone di una serie di podcast con i quali Peso Specifico Teatro intende sensibilizzare la comunità sul tema della violenza contro le donne.
Partendo da un tema ad essa molto caro, la compagnia prosegue la sua indagine attraverso un progetto composito, nato da una performance site specific del 2017 in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità di Modena. La conferma di questa partenrship, insieme a quella con InvaderStudio e il contributo della Fondazione di Modena rendono oggi possibile la realizzazione di questa raccolta.
Ora “Nessun passo senza impronta” diviene, dunque, una raccolta di podcast che, partendo dal testo primo ispiratore: “La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof, coinvolge le drammaturghe Roberta Spaventa e Damiana Guerra in un dialogo ideale sul tema della violenza di genere.
Partendo dall’assunto che l’arte sia strumento preferenziale per affrontare dinamiche visibili e dinamiche nascoste di tale fenomeno, gli attori affrontano il tema della violenza sulla donna con sospensione, silenzi, voci sussurrate e passi simbolici che lasciano come unico segno l’impronta rossa della ferita. Una ferita a volte letale, spesso lacerante, a volte silenziosa e subdola. Qui il grido non è ostentato, nel senso teatrale del termine, si deduce dall’evocazione delle voci e dai silenzi cadenzati. Un grido che vuole farsi voce, per porre limiti, per saper chiedere aiuto e sentirsi nella propria eco. Una ferita che va ascoltata, accolta e trasformata, senza negare la sua impronta. Un grido che non dovrebbe mai arrivare troppo tardi…
Il radiodramma diviene strumento agile e fruibile utile per diversi fini: supporto ad una didattica specifica sul tema proposto, strumento di riflessione e confronto all’interno di un percorso di formazione specifico, strumento di catarsi con donne che hanno subito violenza, sensibilizzazione per la cittadinanza tutta.
La raccolta è composta da La chiave dell’ascensore di Agota Kristof, #SaveDesdemona di Damiana Guerra e Il meritato riposo di Roberta Spaventa.
Voci principali: Alessandra Amerio, Santo Marino, Roberta Spaventa, Arnold Emini
Musiche di: Massimo Caruso, Giulio Ferrari, Alessia Natillo, Giuliano Nora
Produzione Audio a cura di InvaderStudio: Leonardo Crescente, Alberto Olivieri
Foto di Copertina: Diego Camola
Realizzazioni Grafiche a cura di Studio1984: Franklin Ramirez e Margherita Valle
Social Media Manager: Antonella Leone
Social Media Designer: Sara Virgilio
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Il testo, dai toni intimi e drammatici, caratterizzato da colori sfumati e cangianti fa emergere, tra le sue righe, un’antica figura di donna: quella di Ipazia, filosofa, astronoma e matematica del 400 d.C., morta assassinata senza mai ottenere giustizia. La protagonista ha molto in comune con questa donna di cui porta il nome e, curiosamente, gli interessi. Nel dipanarsi della storia ci si addentra nella sua vita, scoprendone le dinamiche sempre più buie e dolorose. C’è la voce di un Figlio che scandisce paradossalmente gli intervalli di un non-tempo, di un’impossibilità a far spaziare lo sguardo nelle vicissitudini terrestri, oltre che in quelle celesti. Ci si trova spettatori di un’amara verità della quale tutti i personaggi sono responsabili: dal Dottore alla Vicina, dalla Madre alla Società tutta. Roberta Spaventa, autrice e regista teatrale, affronta ancora una volta il tema della violenza di genere dopo lo spettacolo “Barbablu”, diverse performance come “La stanza proibita” e “Azioni Dis-Umane” e alcuni laboratori intensivi sull’indagine del femminile attraverso le fiabe come “Il sacro istinto”.
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#SaveDesdemona è un testo contro la violenza sulle donne nato dall’esigenza di smontare i pregiudizi, tutt’ora esistenti nella nostra società che rappresentano il terreno fertile per qualsiasi forma di violenza. E’ la storia della Desdemona di William Shakespeare, ma anche la storia di tutte le altre Desdemona: nostre vicine di casa, amiche, sorelle, madri, figlie. Una delle tante storie che diventa la storia di tutte e di tutti. La drammaturgia, infatti, fonde la vicenda di Desdemona ai veri fatti di cronaca che riguardano le donne uccise in Italia, incrociando anche un filone religioso. Secondo il punto di vista dell’autrice la società, sempre più indifferente e priva di empatia, è al contempo incastrata nell’immagine della donna angelica, sottomessa, custode del focolare, senza desideri né indipendenza, in quanto “donna” e costola di Adamo. L’incontro, nel 2012, con Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto (giovane donna uccisa dal marito nel 2009) ha modificato drasticamente per Damiana Guerra che negli ultimi anni si è concentrata sul tema della violenza sulle donne, il modo di scrivere e di approcciarsi ad una questione di cui è sempre più necessario parlare.
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Un atto unico tagliente, spietato, la cui protagonista passa dal racconto di una fiaba dal sapore antico, puntellata da false speranze e attese deluse, al racconto della sua stessa esistenza in apparenza molto più felice e fortunata. Presto, però, il falso idillio lascia il posto ad una drammatica quanto sconvolgente verità, denunciata dall’unico strumento che la donna ha a disposizione: la sua voce.
Nessun passo senza impronta al Festival della Filosofia 2022
Dal 16 al 18 settembre, presso lo spazio F di Modena, all’interno del programma del Festival della Filosofia 2022, presenteremo i podcast attraverso l’installazione audiovisiva
Nessun passo senza impronta
Vittime della violenza di genere
Installazione audiovisiva
A cura di: Peso Specifico Teatro
In collaborazione con: Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Modena, InvaderStudio
<< Un’ installazione audiovisiva contro la violenza sulle donne ideata da Peso Specifico Teatro. A partire da tre podcast realizzati dalla compagnia lo spettatore è portato all’interno di un ambiente immersivo nel quale la parola dialoga con la musica e la fotografia. La raccolta di podcast vede come interpreti gli attori della compagnia Peso Specifico Teatro, impegnati nei testi. La chiave dell’ascensore di Agota Kristof, #SaveDesdemona di Damiana Guerra e Il Meritato Riposo di Roberta Spaventa, uniti da un sottile filo rosso capace di indagare la violenza di genere nelle sue molteplici sfaccettature. La ricerca fotografica di Diego Camola parte dalla riflessione sull’identità della vittima di violenza, la quale perde progressivamente i propri confini definiti, sino ad arrivare a sperimentare un’identità diffusa e sfumata >>.

