FORMAZIONE

Teatro Terapia

Conduttrice: Dott.ssa Roberta Spaventa

Tradizionalmente il teatroterapia viene definita come la messa in scena dei propri vissuti nel contesto di un gruppo, con il supporto dei principi di presenza scenica che derivano dall'arte dell'attore” (Walter Orioli).
Il  teatroterapia è una terapia creativa, (in)centrata sull'uso artistico dell'immaginazione e sull'uso espressivo del corpo, disciplina di sintesi fra tecniche teatrali e psicoterapeutiche.
Al centro del processo teatroterapeutico vi è l’idea che la creatività, qualità innata in ogni individuo, spesso nascosta o dimenticata ma che è riscopribile attraverso un’educazione alla stessa, è anche un’inesauribile e molteplice fonte di benessere per la persona, sana o disagiata che sia.
Su tale assunto si basa la Teatroterapia, ovvero sul “Consapevole Risveglio” della creatività, affinché ci sia un cambiamento nell’individuo, ove per cambiamento non s’intende la guarigione da una malattia, ma lo spostamento da uno stato X, di disagio o meno, verso uno stato superiore di benessere e di consapevolezza di sé.
Infatti da un punto di vista psicologico, il teatroterapia consiste principalmente nella conoscenza del Sé partendo dalle proprie emozioni e da come queste sono espresse nei gesti del corpo. Per questo implica all'educazione e la percezione del movimento corporeo e vocale, lavoro pre-espressivo.

Cosa è il Teatroterapia?

“Tradizionalmente la teatroterapia viene definita come la messa in scena dei propri vissuti nel contesto di un gruppo, con il supporto dei principi di presenza scenica che derivano dall'arte dell'attore” (Walter Orioli).
Il teatroterapia è una terapia creativa, (in)centrata sull'uso artistico dell'immaginazione e sull'uso espressivo del corpo, disciplina di sintesi fra tecniche teatrali e psicoterapeutiche.
Al centro del processo teatroterapeutico vi è l’idea che la creatività, qualità innata in ogni individuo, spesso nascosta o dimenticata ma che è riscopribile attraverso un’educazione alla stessa, è anche un’inesauribile e molteplice fonte di benessere per la persona, sana o disagiata che sia.
Su tale assunto si basa il Teatroterapia, ovvero sul “Consapevole Risveglio” della creatività, affinché ci sia un cambiamento nell’individuo, ove per cambiamento non s’intende la guarigione da una malattia, ma lo spostamento da uno stato X, di disagio o meno, verso uno stato superiore di benessere e di consapevolezza di sé.
Infatti da un punto di vista psicologico, il teatroterapia consiste principalmente nella conoscenza del Sé partendo dalle proprie emozioni e da come queste sono espresse nei gesti del corpo. Per questo implica all'educazione e la percezione del movimento corporeo e vocale, lavoro pre-espressivo.

Obiettivi

il Teatroterapia vuole rendere l’attore-utente pienamente consapevole di se stesso.
I suoi obiettivi sono di trasformazione e di crescita e si fondono sul potenziamento delle risorse individuali, sull'espressione delle facoltà creative, intese come occasione esistenziale di autocura e di sviluppo armonico della personalità.
Il lavoro teatroterapeutico si avvale de “Il gioco” teatrale, per dar voce a personaggi nascosti, attraverso la narrazione e l’interpretazione di storie, quindi permettendo all'attore-utente gli di agire da protagonista e di esprimere le proprie idee, anziché subire le scelte altrui;

Elementi caratterizzanti

Fondamentale è un setting “adeguato”, che permetta il crearsi di una situazione protetta dove l'utente può esprimersi. Il Teatroterapia, infatti, fornisce agli utenti un ambito protetto in cui poter esprimere, condividere, rielaborare le proprie emozioni tramite il teatro. Un luogo nel quale avviene una certa regressione al “primitivismo”, inteso come libero sfogo dell’istinto, che è al contempo stimolato e controllato.
Molto importante in questo viaggio è anche il gruppo-teatro che rimanda al concetto di tribù. Il lavoro di gruppo, cardine del Teatroterapia, è molto importante nell’evoluzione del singolo, perciò se il gruppo progredisce nella drammaturgia (che è il pretesto sul quale si poggia la nostra terapia), anche il singolo utente riceve una spinta per la sua crescita personale e artistica.
Obiettivo è quello di creare nel gruppo un clima che rende possibile l’incontro autentico con l’altro e con le proprie origini profonde.

Metodologia

Si parte dall’azione fisica poiché il teatro è, in prima istanza, studio del movimento, delle azioni, dell’espressione fisica e vocale come ricerca di consapevolezza sull’oggetto corporeo e vocale. Ma il teatro è anche studio delle emozioni e della creatività e, grazie a ciò, è promotore di catarsi, sia negli attori che negli spettatori.
Distinguiamo tre processi: processo pre-espressivo, processo espressivo, processo post-espressivo.

Processo pre-espressivo

Nella fase pre-espressiva si lavora su azioni corporee, infatti il corpo è vissuto come strumento d’esplorazione. Si lavora su possibilità espressive del proprio corpo, sulle resistenze, sul rapporto con gli altri e con se stessi.
In questa fase l’utente-attore esprime solo la sua presenza in scena, libero dal compito dell’espressione e delle convenzioni teatrali, senza uno scopo apparente e senza il fine di produrre spettacolarità o forma. Questa fase implica l’utilizzo della spontaneità e della creatività, che aiuta l'individuo a mettersi in contatto con il suo lato istintivo, non razionale e con aspetti sconosciuti e
profondi di se stessi, che possono poi diventare “personaggio” nella fase espressiva. Infatti le azioni che nascono in questa fase possono essere attribuite a un personaggio che, così creato, risulta essere sia parte di sé che fuori da sé.
Oltre alla riscoperta del proprio corpo e della propria voce, (utilizzando anche un linguaggio non verbale: suoni che vengono prodotti liberamente senza l’uso di parole), il lavoro pre-espressivo ha anche l’obiettivo di creare una situazione di armonia con se stessi e con gli altri, per poter consentire di esprimersi al meglio.

Processo espressivo

Conquistato il linguaggio corporeo con il lavoro pre-espressivo, l’attore può liberamente esprimere le proprie sensazioni nel gioco dell’interpretazione. In questa fase l’attore-utente è libero di interpretare l’azione identificandosi con essa: l’individuo non si sente più costretto a fingere, ma può essere se stesso, in quanto il teatro gli permette di essere qualsiasi personaggio, nel quale può rispecchiarsi.
L’espressivo è tutto ciò che si manifesta intenzionalmente con il gesto corporeo e con il suono vocale nello spazio scenico. Dal punto di vista metodologico, è la costruzione del processo che induce alla scoperta e alla definizione di un personaggio.

Processo post-espressivo

Il momento artistico finale ha lo scopo di dare una conclusione al processo creativo e un significato sociale e culturale all’opera.
Consiste in due aspetti distinti: uno prettamente analitico e uno di approfondimento artistico.
Per approfondimento artistico si intende la ripetizione di azioni e di scene, allo scopo di migliorare e precisare la qualità della performance.
L’attività analitica, invece, ha l’obiettivo di portare ognuno alla consapevolezza.
In questa fase avviene l’elaborazione introspettiva consecutiva all’espressone scenica: si guarda con attenzione a ciò che è emerso di sé dalla rappresentazione e se ne discute insieme, in modo da assimilare la situazione e le sue ripercussioni.
Il lavoro si può concludere con la messa in forma della drammaturgia: lo spettacolo.

Il percorso può essere individuale o di gruppo.
I moduli sono di 10 sedute ciascuno.

Si organizzano anche percorsi formativi di teatroterapia per educatori, operatori, medici, insegnanti.
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