Peso Specifico Teatro - Modena

PERFORMANCE

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AZIONI DISUMANE

progetto e regia di Roberta Spaventa.
con Alessandra AmerioSanto Marino e allievi del laboratorio permanente.

con il sostegno del Comune di Modena e del Tavolo comunale delle Associazioni per le Pari Opportunità e la non Discriminazione

Dallo stereotipo di genere alla violenza agita. Un tunnel dove galleggiano le vite appese dei bambini coinvolti nella violenza di genere, un terrazzo dove ormai c’è solo il ricordo dei passi… In questi luoghi si animano una folla che mormora, un Barbablu nella mattanza delle sue mogli, sottili fantasmi di donne che camminano.

NESSUN PASSO SENZA IMPRONTA

Regia di Roberta Spaventa

con: Alessandra Amerio, Santo Marino, Roberta Spaventa

musiche originali in scena: Alessia Natillo

Una performance tra letture e musica, in cui si affronta il tema della violenza sulle donne  utilizzando sospensioni, silenzi, voci sussurrate, movimenti leggeri e passi che lasciano come unico segno l’impronta rossa della ferita.

Attraverso il testo “la chiave dell’ascensore” di Agota Kristòf e le musiche originali di Alessia Natillo, gli attori danno vita ad un’azione teatrale capace di evocare un ferita, a volte silenziosa e subdola, a volte lacerante, letale, per darle corpo e voce, per porre limiti e saper chiedere aiuto. Una ferita che va ascoltata, accolta e trasformata, senza negare la sua impronta. Un grido che non dovrebbe mai arrivare troppo tardi…

IO NON C'ERO ANCORA
Generazioni in piazza a 40 anni dal caso Moro

in collaborazione con Istituto Storico di Modena e Musei Civici di Modena

di e con Santo Marino

Io non c’ero ancora, perché il 9 maggio del 1978 non ero ancora nato. Eppure sento che questa storia mi riguarda – come italiano – e mi coinvolge – come essere umano. Ho capito, dopo approfondimeti e indagini, che il caso Moro non rappresenta solo un episodio cruciale della storia politica e sociale del nostro paese. Quella vicenda significa tanto anche a livello emotivo.  In particolare, per chi l’ha vissuto,  si tratta di un ricordo indelebile, magari confuso da 40 anni di stratificazioni e tuttavia legato alle emozioni di un popolo che si trovava a convivere con il terrorismo. Suggestionato dalle immagini di piazza Grande, dalle foto scattate durante la manifestazione indetta all’indomani dell’assasinio di Aldo Moro, ho voluto indagare qualcosa che andava oltre i fatti. Ho voluto sapere cosa quegli avvenimenti avevano provocato nelle persone: le emozioni e i pensieri che hanno accompagnato i cittadini di Modena durante i 55 giorni della prigionia. Grazie alla collaborazione con l’istituto storico di Modena, ho avuto la possibilità di ascoltare la viva voce di persone che ricordavano quei giorni, attraverso alcune video-interviste. C’è chi a quei tempi era un bambino e ricorda di essere uscito da scuola prima del tempo, chi aveva un esame all’università e si preoccupava di non poterlo sostenere, chi era politicamente impegnato (da una parte o dall’altra), chi aveva paura perché il padre faceva il poliziotto… Ringrazio le persone che si sono offerte di condividere con noi i propri ricordi. Spero di restituirle alla piazza con la stessa sinerità. (Santo Marino)

TRILOGIA DEL VOLTO
Tre serate tra libri, musica e cocktails

di e con Santo Marino
musica in scena Massimo Caruso
e con Alessandra Amerio

Un viaggio può essere compiuto in molti modi, lungo distanze sconfinate o tragitti brevissimi. Se, per un caso fortuito, capitasse di percorrere – che so – un volto… allora ogni centimetro diventerebbe grande come il mondo intero! I lineamenti racconterebbero storie di percezione, di universi avvertiti dal di dentro, di forme esteriori che diventano paesaggi. Gli occhi, il naso e la bocca ci aiutano a provare i sensi della vita e ci rendono unici nell’aspetto, nel rapporto con gli altri: costruiscono memorie e racconti. C’è chi rincorre un naso per le vie della città, il gourmet che sul letto di morte rivorrebbe i suoi bigné, le vie dei canti, il cinema muto, il ritratto ovale, l’uomo primitivo… Parole incarnate, immagini negate, duelli nasca-a-nasca e canzonette! Il nostro viaggio vuole partire da qui. Maneggiando con poca cura libri e strumenti percorreremo tre tappe di un itinerario che potrà estendersi fino alle punte degli alluci. Venite a metterci il naso, a buttare un’occhio, vi lasceremo a bocca aperta..

LA VOLUTTA' D'ESSER FISCHIATI

in collaborazione con i Musei Civici di Modena e con il Conservatorio Vecchi-Tonelli

di e con Cristina Carbone e Santo Marino

A Modena è passato il futurismo della prima ora nella serata del 2 giungo 1913 in cui Filippo Tommaso Marinetti e Luigi Russolo presentarono il primo intonarumori aprendo la strada alla nascita della musica elettronica. Da questa esperienza dirompente, prende le mosse un avvincente performance all’insegna della contaminazione tra arte, suono e teatro per rivivere l’entusiasmante passaggio tra vecchie e nuove concezioni estetiche. Musiche contemporanee e futuriste fanno da contrappunto a dialoghi e letture di brani tratte da alcuni dei principali protagonisti dell’avanguardia futurista.

LA STANZA PROIBITA

installazione a cura di Roberta Spaventa

in collaborazione con Galleria 42 – Modena

L’installazione è una delle tappe dell’indagine intrapresa sulla fiaba di Barbablù. Un sentiero di luce porta all’inteno di uno spazio cupo, angusto nel quale i segni di un’infanzia lasciata alle spalle da poco tempo e i presagi di un’ombra inquietante si manifestano attraverso oggetti e suoni. Una porta, il buco della serratura, un’anteprima alla visione del male. Entrare o non entrare?

TRABOCCANDO
Performane site specific sull'acqua

Di Roberta Spaventa

con Francesca Iacoviello, Santo Marino, Lisa Severo

musica in scena Keheyre Walamaghe

Nella quotidianità di un cortile condominiale si ritrovano improbabili personaggi persi ciascuno nel proprio mondo e alle prese con goffi tentativi di recuperare ciò che ormai è solo un ricordo: l’acqua. Un cortile privo di relazioni reali abitato da individui che compiono i loro rituali, più o meno profani, più o meno sacri. Ci vorrebbe un temporale, una tempesta, un nuovo diluvio universale! Ma forse è troppo: c’è il rischio di scivolare… Allora meglio dormire, sognare forse… Accade dunque che, in una sorta di girotondo, ogni personaggio sogni la presenza dell’altro senza poterla davvero percepire… Uno di loro, però, è portatore di una verità necessaria al cambiamento. Solo nell’incontro gli abitanti del cortile potranno comprendere il perché di una siccità ormai dilagante e portare su di loro la responsabilità del cambiamento. Traboccando è una performance itinerante sul tema dell’acqua e della relazione.

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