Newsletter FEBBRAIO 2016

PESO SPECIFICO TEATRO

IL FINIMONMDO & BARBABLU

 

Carissimi, mentre proseguono le repliche del varietà "Il Finimondo",
torna "Barbablu" nella nuova versione...

picture

Ecco dove potete venire a vederci nei prossimi mesi!
10 febbraio, 21.30 IL FINIMONDO >> Loft 350 - Modena
17 febbraio, 21.30 IL FINIMONDO >> Loft 350 - Modena
20 febbraio, 21.00 IL FINIMONDO >> Dynamo - Reggio Emilia
4 marzo, 21.00 BARBABLU >> Teatro Temple - Sassuolo (MO)



IL FINIMONDO

Regia di Santo Marino. Con Alessandra Amerio, Cristina Carbone, Massimo Caruso, Santo Marino, Roberta Spaventa e con "I pedicelli senza mancia"

Il Finimondo è un varietà: un genere di spettacolo ormai scomparso che affonda le sue radici nella tradizione popolare ma che contemporaneamete è stato fucina di innovazioni teatrali molto importanti. Dal varietà venivano Petrolini, Viviani e Totò. Metterlo in scena oggi significa per noi riprendere una tradizione interrotta, significa tornare nei locali per cercare un dialogo con il pubblico, senza divisioni tra palco e platea, significa affrontare un teatro al cui centro sta esclusivamente l'attore. Il Finimondo parla della fine di un'epoca: la nostra. Nel contesto sociale di oggi, di fronte alla crisi del modello occidentale, ai conflitti ideologico-religiosi, all'emergenza climatica e ambientale, sentivo l'esigenza di raccontare il nostro mondo dal punto di vista degli attori, con tutta la “cialtroneria” che ne consegue. Ecco allora che una piccola compagnia di varietà fa i conti con la fine del mondo. C'è chi ha perso per sempre un anello di brillanti, chi rimpiange i grandi palcoscenici di un tempo, chi ha rinnegato l'amore in favore della guerra, chi pretende dalla propria figlia il rimborso spese della sua esistenza... Monologhi e dialoghi, canzoni e canzonette, acrobati e balletti in sette capitolazioni. Karl Valentin, Ettore Petrolini, Kurt Weill le principali ispirazioni. Ci sono poi “I pedicelli senza mancia”, ovvero il gruppo di allievi del laboratorio che ci accompagna in scena per farsi un po' le ossa, recuperando in parte la tradizione dell'attore che imparava a bottega, ricoprendo via via ruoli meno marginali. Un varietà apocalittico, dunque. Citando F. T. Marinetti: “la sintesi di tutto ciò che l'umanità ha raffinato finora nei propri nervi per divertirsi ridendo del dolore materiale e morale”. Signore e signori, benvenuti alla fine del mondo!

BARBABU'

Drammaturgia e regia di Roberta Spaventa. Con Alessandra Amerio, Cristina Carbone, Santo Marino e Martina Raccanelli.

Due bambine, due donne, percorrono i fili della loro infanzia tra antiche cantilene e pianti ininterrotti, trovandosi in un'adolescenza fatta di illusioni e speranze romantiche. Le loro sagome, delineate da giochi di luce e di ombra, danzano nel percorso della vita a ritmo spezzato, vittime di un sentire amputato, a volte violento. Cercano di definire il carattere, la propria identità, alla ricerca di una consapevolezza spesso faticosa, fatta di continui movimenti verso l'esterno, verso l'Altro. Ma l'Altro è Barbablù, un mago mancato, che per avvicinarsi troppo al sole ha bruciato le sue ali, cadendo rovinosamente al suolo. L'incontro potrebbe essere fatale. Le donne rimangono abbagliate dal magnifico, un'ironia pungente e contagiosa che Barbablù sfoggia con esilarante savoir faire. In una scena delineata da un'attesa pesante ed inquietante, Barbablù appare nel suo essere più fascinoso e al contempo pericoloso: un cantore di altri tempi con doni e gioielli preziosi. La curiosità delle due donne si fa coinvolgimento affettivo e desiderio carnale, nonostante quella “barba” non smetta mai di scintillare: tra partiture fisiche e stridenti vocalizzi il rapporto amoroso cede, così, ad una violenza di fondo, sebbene si intraveda una ferita lacerante. Il corpo di Barbablù si dimena, acquisendo sembianze quasi bestiali, per poi ricomporsi austeramente e compiere il rituale fatidico: la mattanza. Appare dunque un quarto personaggio, un fantasma, un incubo ricorrente... Le due donne, parti diverse di un unico femminile, potranno affrontare la dura realtà? Aprendo la porta proibita saranno in grado di sostenere la visione?

Peso Specifico Teatro | Info generali: +39 380 36 96 993



 

Privacy: Questa è una newsletter informativa e non costituisce pertanto strumento di Direct Marketing. E' gestita interamente senza l'ausilio di procedure automatizzate e non viene conservato alcun dato personale. Se non visualizzi correttamante questa newsletter clicca qui